Il Messaggio
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The Message (MSG)
Eugene H. Peterson (1932–2018) era un pastore presbiteriano del Maryland quando, negli anni Ottanta, cominciò a tradurre le lettere di Paolo per i membri della sua congregazione. Voleva che i suoi parrocchiani capissero Paolo non come un testo antico e venerabile, ma come una voce viva che parlava direttamente alla loro vita quotidiana. Quella prima sperimentazione divenne il seme di un progetto che avrebbe richiesto vent'anni e avrebbe cambiato il modo in cui milioni di persone leggono la Bibbia.
The Message, pubblicato in versione completa nel 2002, non è una traduzione nel senso tradizionale: Peterson la definisce una parafrasi contemporanea. Il suo obiettivo non era produrre equivalenti filologici precisi dei termini ebraici e greci, ma ricreare in inglese americano moderno l'effetto che quelle parole producevano sui loro destinatari originali — l'impatto, l'urgenza, la freschezza, la provocazione del testo biblico.
Peterson lavorò sempre dagli originali — ebraico per l'AT, greco per il NT — ma si concesse libertà espressive notevoli: metafore aggiornate, idiomi contemporanei, ritmi prosastici dell'inglese parlato. Il risultato fu un testo capace di sorprendere anche lettori che conoscevano la Bibbia a memoria, rivelando dimensioni del testo che le versioni più formali non trasmettevano.
The Message ottenne un successo straordinario e una ricezione molto polarizzata: amata dai lettori devozionali e dai predicatori che cercavano nuove angolature, criticata da esegeti e teologi per le libertà interpretative. Peterson stesso invitava a usarla affiancandola a una versione più letterale, non in sostituzione di essa.
Oggi è una delle Bibbie più vendute nella storia editoriale cristiana, tradotta in decine di lingue e letta in tutto il mondo come strumento di rinnovamento spirituale e di incontro personale con le Scritture.