Vulgata Clementina
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Vulgata Clementina (CLEM)
La Vulgata Clementina è la versione latina della Bibbia pubblicata nel 1592 sotto il pontificato di Papa Clemente VIII, ed è rimasta per secoli il testo biblico ufficiale della Chiesa Cattolica Romana. La sua storia affonda le radici nel lavoro monumentale di San Girolamo, che tra il 382 e il 405 d.C. tradusse le Scritture dall'ebraico e dal greco in un latino accessibile — la cosiddetta Vulgata.
Il Concilio di Trento (1545–1563), in risposta alla Riforma Protestante, dichiarò la Vulgata testo autentico per la Chiesa, riconoscendone l'autorità dottrinale e liturgica. Tuttavia, i manoscritti circolanti presentavano varianti e errori accumulati nei secoli di copiatura manuale. Si rese necessaria una revisione critica e autorevole.
Papa Sisto V intraprese un primo tentativo di revisione, pubblicando nel 1590 una versione che tuttavia fu ritirata dopo la sua morte. Fu allora che Clemente VIII affidò a una commissione di teologi e filologi il compito di produrre un testo definitivo. Il risultato fu la Biblia Sacra Vulgata Editionis Sixti V Pont. Max. iussu recognita atque edita, nota appunto come Clementina.
Questo testo divenne lo standard assoluto per la teologia cattolica, la liturgia, i commentari biblici e la formazione del clero per oltre tre secoli. Ogni edizione del Catechismo, ogni bolla papale, ogni documento conciliare citava le Scritture secondo questa versione.
Solo con la pubblicazione della Nova Vulgata nel 1979, promossa dal Concilio Vaticano II e completata sotto Giovanni Paolo II, la Clementina cedette il proprio ruolo ufficiale. Eppure continua a essere studiata, citata e utilizzata in ambienti tradizionalisti cattolici e da storici della teologia, testimonianza duratura dell'eredità latina del cristianesimo occidentale.