King James Version
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King James Version (KJV)
La King James Version è universalmente riconosciuta come uno dei testi più importanti della civiltà occidentale: non solo per la sua influenza religiosa, ma per il suo impatto straordinario sulla lingua inglese, sulla letteratura, sulla musica, sull'arte e sulla cultura anglosassone per oltre quattro secoli.
Il progetto nacque nel 1604, quando Re Giacomo I d'Inghilterra convocò la Conferenza di Hampton Court per affrontare le controversie religiose del regno. Il teologo puritano John Reynolds propose la creazione di una nuova traduzione biblica che superasse le versioni esistenti — in particolare la Bibbia di Ginevra, troppo associata al puritanesimo radicale, e la Bibbia dei vescovi, giudicata di scarsa qualità. Il re accolse con entusiasmo la proposta.
Furono costituite sei commissioni di lavoro, composte da cinquantaquattro tra i migliori biblisti, teologi e linguisti dell'Inghilterra anglicana, puritana e cattolica. Ogni commissione lavorò su una sezione delle Scritture: due a Westminster, due a Oxford, due a Cambridge. Le traduzioni individuali venivano poi riviste e unificate da comitati di controllo.
Pubblicata nel 1611, la KJV si basò sul Textus Receptus greco per il Nuovo Testamento e sul testo masoretico ebraico per l'Antico, tenendo conto anche delle versioni precedenti — Tyndale, Coverdale, Matthew, Ginevra, vescovi. Il risultato fu una prosa di incomparabile bellezza: ritmica, potente, memorabile.
Per oltre trecento anni fu la Bibbia dei protestanti anglofoni, letta nelle chiese, insegnata nelle scuole, citata nei tribunali. La sua influenza sul vocabolario e sulla retorica della lingua inglese è incalcolabile: centinaia di espressioni correnti derivano direttamente dalla sua traduzione. Ancora oggi è letta e amata in tutto il mondo.