Il Salmo 70 è una breve e intensa supplica di Davide, che chiede a Dio un intervento rapido e liberatore. In soli sei versetti, il salmista alterna la richiesta di aiuto contro i nemici con la gioia di chi cerca il Signore. La sua brevità e urgenza lo rendono una preghiera modello per i momenti di crisi, ricordando che la salvezza non è solo liberazione dal male, ma anche esaltazione di Dio. Il salmo si conclude con una nota di lode, trasformando l'angoscia in adorazione.
Contesto storico
Il Salmo 70 è attribuito a Davide e, secondo il titolo, è destinato al direttore del coro. La sua quasi identità con il Salmo 40:14-18 suggerisce che Davide abbia riadattato una sua precedente preghiera per un contesto liturgico specifico. La situazione storica non è precisata, ma il tono di urgenza e la presenza di nemici che cercano la vita del re richiamano i periodi di persecuzione, come la fuga da Saul o la ribellione di Absalom. Il salmo riflette la fede dell'antico Israele in un Dio che agisce nella storia, ascolta il grido dei poveri e giudica i malvagi. La sua collocazione nel libro dei Salmi, tra il Salmo 69 (una lamentazione profonda) e il Salmo 71 (una preghiera di un anziano), lo inserisce in un contesto di sofferenza e speranza.
Versetto per versetto
- 1:
Il salmo si apre con un grido: «Affrettati, o Dio, a liberarmi; affrettati, o Signore, in mio aiuto». L'urgenza è palpabile. Davide non chiede una liberazione generica, ma un intervento immediato. Il verbo ebraico chûsh (חוּשׁ) significa «affrettarsi, agire con prontezza». È la preghiera di chi non ha più tempo da perdere. Il salmista si rivolge a Dio con i nomi Elohim e YHWH, sottolineando sia la potenza sovrana che la relazione personale di alleanza.
- 2:
«Siano svergognati e confusi quelli che cercano la mia vita; voltino le spalle e siano coperti di vergogna quelli che desiderano la mia sventura». Davide chiede che i suoi nemici siano smascherati. Non si tratta di una vendetta personale, ma di una richiesta di giustizia: che il male sia riconosciuto per ciò che è. La vergogna, nella cultura biblica, è la conseguenza pubblica del peccato. Il salmista affida il giudizio a Dio, confidando che Egli ristabilirà l'ordine.
- 3:
«Voltino le spalle per la vergogna quelli che dicono: “Ah! Ah!”». Lo scherno dei nemici è un'arma potente. Il loro «Ah! Ah!» è il grido di trionfo di chi vede il giusto cadere. Davide chiede che quel trionfo si trasformi in sconfitta. La richiesta non è solo per la sua incolumità, ma per la gloria di Dio: se il giusto viene deriso, il nome di Dio viene disonorato.
- 4:
Il versetto segna una svolta: «Gioiscano e si rallegrino in te tutti quelli che ti cercano; dicano sempre: “Magnificato sia Dio!” quelli che amano la tua salvezza». Davide non si concentra più sui nemici, ma sulla comunità dei fedeli. La sua liberazione diventerà motivo di lode collettiva. La salvezza (yeshu'ah יְשׁוּעָה) non è solo un evento personale, ma un atto che edifica la fede del popolo di Dio.
- 5:
«Quanto a me, sono povero e bisognoso; affrettati a venire da me, o Dio! Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Signore, non tardare!». Il salmo si chiude come è iniziato: con l'urgenza e la confessione di debolezza. Davide si definisce «povero e bisognoso» (ani ve'evyon עָנִי וְאֶבְיוֹן), termini che nella Scrittura indicano chi confida solo in Dio. La preghiera finale è un atto di fede: Dio è già il suo aiuto e liberatore, anche se l'intervento non è ancora visibile.
Temi chiave
- Urgenza della preghiera
- Giustizia divina contro i nemici
- Gioia dei cercatori di Dio
- Povero e bisognoso davanti al Signore
- Lode come risposta alla liberazione
Applicazione
Il Salmo 70 ci insegna che la preghiera non deve essere educata e distaccata, ma può essere un grido sincero e urgente. Davide non nasconde la sua angoscia, ma la porta davanti a Dio con onestà. Questo salmo ci autorizza a chiedere a Dio di agire in fretta, senza timore di sembrare irriverenti. Allo stesso tempo, ci ricorda che la nostra liberazione non è fine a se stessa: è un'occasione per la comunità dei credenti di gioire e lodare Dio. Quando siamo nel bisogno, possiamo confessare la nostra povertà spirituale e affidarci a Lui, certi che Egli è il nostro aiuto e liberatore. La risposta del cristiano non è il panico, ma la preghiera fiduciosa che guarda a Cristo, il vero Povero e Bisognoso che ha gridato al Padre sulla croce.
Domande frequenti
Perché il Salmo 70 è quasi identico al Salmo 40:14-18?
Il Salmo 70 è una ripresa quasi letterale dei versetti 14-18 del Salmo 40. La differenza principale è che nel Salmo 40 Davide ringrazia Dio per una liberazione già avvenuta, mentre il Salmo 70 è una supplica per un intervento imminente. Probabilmente Davide ha riadattato la sua preghiera per un uso liturgico diverso, dimostrando che le stesse parole possono esprimere sia gratitudine che bisogno.
Cosa significa 'povero e bisognoso' nel Salmo 70?
Nell'Antico Testamento, i termini 'povero' (ani) e 'bisognoso' (evyon) non indicano solo una condizione economica, ma una disposizione del cuore. Il povero è colui che non ha risorse proprie e confida totalmente in Dio. Davide si identifica con questa categoria per sottolineare la sua totale dipendenza dal Signore. È un modello di umiltà e fede.
Il Salmo 70 insegna a pregare contro i nemici?
Sì, ma con una prospettiva teologica precisa. Davide non chiede vendetta personale, ma che la giustizia di Dio si manifesti. I nemici sono coloro che si oppongono a Dio e al suo piano. La richiesta che siano 'svergognati' è un appello affinché il male sia smascherato e il nome di Dio sia glorificato. Nel Nuovo Testamento, Gesù insegna ad amare i nemici, ma anche a pregare per la giustizia (Ap 6:10).
Qual è il messaggio principale del Salmo 70 per il cristiano di oggi?
Il messaggio centrale è che possiamo gridare a Dio con urgenza e onestà, confidando che Egli ascolta e agisce. La nostra debolezza non è un ostacolo, ma il luogo in cui Dio manifesta la sua potenza. Inoltre, il salmo ci ricorda che la liberazione personale ha un impatto comunitario: quando Dio ci salva, la sua chiesa gioisce e lo loda. È un invito a trasformare l'angoscia in adorazione.
Come si collega il Salmo 70 a Gesù Cristo?
Gesù è il vero 'povero e bisognoso' che ha gridato al Padre sulla croce (Sal 22:1). Ha sperimentato l'opposizione dei nemici e la derisione di chi diceva 'Ah! Ah!'. Ma la sua risurrezione è stata la risposta definitiva di Dio: la vergogna dei nemici e la gioia di tutti coloro che cercano il Signore. Il Salmo 70 trova il suo compimento in Cristo, che è il nostro aiuto e liberatore eterno.