Bibbia in inglese di base

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La Bible in Basic English nacque da una convinzione semplice: se il vocabolario è la barriera, abbassa il vocabolario. Il lavoro fu condotto da Samuel Henry Hooke, professore di studi sull'Antico Testamento all'Università di Londra, che tradusse direttamente dall'ebraico e dal greco usando il Basic English, un sistema ideato da Charles Kay Ogden negli anni Trenta e costruito su un nucleo di circa 850 parole. Il Nuovo Testamento uscì nel 1941; la Bibbia completa nel 1949, con una revisione nel 1965.

La difficoltà era notevole. Come si rende giustificazione, espiazione o alleanza quando il lessico a disposizione supera appena il migliaio di parole? Hooke e la sua squadra aggiunsero un piccolo insieme di termini biblici irrinunciabili e, per il resto, scelsero di descrivere anziché nominare, preferendo la frase chiara alla parola tecnica. Ne risulta un testo che raramente costringe ad aprire il dizionario e quasi mai lascia indietro il lettore.

Questa scelta ha un prezzo che vale la pena riconoscere. La stessa semplicità che apre la porta a chi impara l'inglese, ai bambini e ai lettori alle prime armi appiana anche parte della densità poetica dei Salmi e della forza retorica di Paolo. La BBE non fu pensata per lo studio minuzioso, ma per il primo incontro — e su questo terreno è generosa, diretta e sorprendentemente fedele al senso.

Pubblicata negli Stati Uniti senza alcun avviso di copyright, la Bible in Basic English è di pubblico dominio e può essere letta, copiata e diffusa liberamente. Più che una curiosità linguistica, custodisce una scommessa antica e tenace: che la Scrittura appartenga a tutti, compresi quelli che ancora inciampano nelle parole.