Biblia Sacra Vulgata

la

La Vulgata (in latino Biblia Sacra Vulgata) è la traduzione della Bibbia in lingua latina realizzata principalmente da San Girolamo tra il 382 e il 405 d.C. Per oltre un millennio, è stata la Bibbia ufficiale della Chiesa Cattolica e una delle opere più influenti della cultura occidentale, plasmando teologia, liturgia, letteratura e arte.

Contesto storico

Nel IV secolo, la Chiesa latina utilizzava una varietà di traduzioni della Bibbia, collettivamente note come Vetus Latina (Antica Latina), realizzate a partire dalla Settanta greca per l'Antico Testamento e dal greco per il Nuovo Testamento. Queste traduzioni differivano notevolmente tra loro per qualità e accuratezza, e l'esigenza di una versione standard era profondamente sentita.

Nel 382, papa Damaso I (305-384) commissionò al suo segretario, il dotto monaco Eusebio Sofronio Girolamo (347-420), il compito di rivedere le traduzioni latine esistenti e produrre una versione affidabile dei Vangeli. Fu l'inizio del progetto che sarebbe diventato la Vulgata.

Il lavoro di San Girolamo

Girolamo, formatosi nelle migliori scuole di Roma e Antiochia, padroneggiava il latino, il greco e l'ebraico — un'abilità rara nel mondo cristiano del suo tempo. Si stabilì a Betlemme nel 386, presso il monastero che fondò accanto alla basilica della Natività, e dedicò gli anni successivi al monumentale lavoro di traduzione.

La sua opera procedette in fasi:

  • 382-384: revisione dei Vangeli a partire dal greco, su base della Vetus Latina;
  • 386-390: traduzione iniziale dei Salmi dalla Settanta (il Psalterium Romanum e poi il Psalterium Gallicanum);
  • 390-405: traduzione dell'Antico Testamento direttamente dall'ebraico — una decisione rivoluzionaria, contestata anche da Sant'Agostino, ma di valore filologico straordinario.

L'innovazione di Girolamo

La scelta di tradurre l'Antico Testamento dall'ebraico (la Hebraica veritas) anziché dalla Settanta fu controversa: la Settanta era considerata ispirata dalla tradizione cristiana e usata come Antico Testamento dalla Chiesa primitiva. Tuttavia, Girolamo riteneva che la fedeltà al testo originale fosse imprescindibile, e questa scelta diede alla Vulgata una qualità filologica unica nel mondo antico.

Per i libri deuterocanonici (Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide, Baruc, 1-2 Maccabei e parti di Daniele ed Ester), Girolamo fece scelte diverse, traducendo alcuni dall'ebraico/aramaico e mantenendo per altri la versione della Vetus Latina.

Caratteristiche linguistiche

Il latino della Vulgata è il «latino cristiano»: un latino classico semplificato, arricchito da neologismi cristiani, semitismi e grecismi, capace di parlare al popolo cristiano di tutto l'Impero romano d'Occidente. Pur non raggiungendo la perfezione retorica di Cicerone, possiede una bellezza propria, sobria e potente, che ha plasmato la lingua latina ecclesiastica per secoli.

Diffusione e canonizzazione

La Vulgata si diffuse gradualmente nei secoli V-VIII, sostituendo progressivamente la Vetus Latina. Nel medioevo divenne la Bibbia di riferimento dell'Europa occidentale, e fu il testo studiato, copiato, miniato e commentato in monasteri, scuole cattedrali e università.

Nel Concilio di Trento (1546), la Chiesa Cattolica dichiarò la Vulgata «autentica» per uso liturgico e teologico, sancendone l'autorità ufficiale. Nel 1592, papa Clemente VIII promulgò la Vulgata Sisto-Clementina, edizione standard utilizzata fino al XX secolo.

Le revisioni moderne

Nel XX secolo, la Chiesa Cattolica avviò un'opera di revisione filologica della Vulgata, che culminò nella Nova Vulgata (1979), edizione critica moderna basata sui migliori manoscritti disponibili e utilizzata oggi nella liturgia latina della Chiesa Cattolica.

Eredità

La Vulgata rappresenta uno dei monumenti più imponenti della cultura cristiana ed europea: ha modellato la teologia di Agostino, Tommaso d'Aquino e dei riformatori; ha ispirato la Divina Commedia di Dante e l'arte sacra di tutto il medioevo; ha fornito la base per gran parte del lessico religioso delle lingue romanze. È, in senso pieno, la «Bibbia dei padri» dell'Europa cristiana.