Traduzione sinodale
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La Bibbia Sinodale Russa (in russo Синодальный перевод, Sinodal'nyj perevod) è la traduzione ufficiale della Bibbia in lingua russa adottata dalla Chiesa Ortodossa Russa e pubblicata integralmente nel 1876. È stata per oltre un secolo la traduzione di riferimento del cristianesimo russo, sia ortodosso che protestante, e rimane oggi la Bibbia russa più letta e diffusa.
Contesto storico
Per gran parte della sua storia, la Chiesa Ortodossa Russa utilizzò la Bibbia Slavo-Ecclesiastica, traduzione in slavo ecclesiastico realizzata a partire dall'opera dei santi Cirillo e Metodio nel IX secolo e revisionata più volte nei secoli successivi (in particolare nella Bibbia Elisabettiana del 1751). Questa Bibbia, però, era scritta in una lingua liturgica non comprensibile alla maggior parte del popolo russo.
Nel XIX secolo emerse l'esigenza di una traduzione in russo moderno, accessibile ai fedeli comuni. Il progetto fu osteggiato per decenni da una parte del clero, che temeva una «profanazione» della Scrittura, ma trovò il sostegno decisivo del metropolita Filaret di Mosca (Vasilij Drozdov, 1782-1867), uno dei più grandi teologi e gerarchi ortodossi russi del suo tempo.
Il processo di traduzione
I primi tentativi di traduzione in russo risalgono ai primi decenni del XIX secolo, sotto l'egida della Società Biblica Russa (fondata nel 1813 sull'esempio della British and Foreign Bible Society). Tuttavia, nel 1826, lo zar Nicola I sospese il progetto.
I lavori ripresero ufficialmente nel 1858 sotto lo zar Alessandro II, quando il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa autorizzò la ripresa del progetto. La traduzione fu condotta dalle quattro accademie teologiche russe (San Pietroburgo, Mosca, Kiev e Kazan) sotto la supervisione del Sinodo.
Il Nuovo Testamento fu pubblicato nel 1862, e la Bibbia completa nel 1876.
Caratteristiche della traduzione
La Bibbia Sinodale presenta caratteristiche distintive:
- Antico Testamento: tradotto principalmente dal Testo Masoretico ebraico, ma con un costante confronto con la Settanta greca, in linea con la tradizione ortodossa che considera la Settanta testo ispirato. Quando le due tradizioni differiscono, la Sinodale spesso include entrambe le letture (talvolta tra parentesi);
- Nuovo Testamento: tradotto dal greco, sostanzialmente in linea con il Textus Receptus ma con alcune varianti;
- Libri deuterocanonici: inclusi nell'edizione ortodossa, secondo il canone della Chiesa Ortodossa Russa;
- Linguaggio: russo letterario di alta qualità, dignitoso ma comprensibile, con echi del registro liturgico slavo-ecclesiastico.
Diffusione e impatto
La Bibbia Sinodale è stata, ed è ancora, la traduzione di riferimento per la stragrande maggioranza dei cristiani russi: ortodossi, battisti, evangelici, pentecostali, avventisti e altri. Nonostante la pubblicazione di nuove traduzioni nel XX e XXI secolo (come quella dell'Istituto Biblico-Teologico Russo), la Sinodale conserva un'autorevolezza unica, paragonabile a quella della Lutherbibel in tedesco o della King James Version in inglese.
Persecuzione e sopravvivenza
Durante il regime sovietico (1917-1991), la Bibbia Sinodale fu uno dei testi più perseguitati. La sua stampa e diffusione furono fortemente limitate, ma copie clandestine continuarono a circolare, mantenendo viva la fede in milioni di credenti. Dopo la caduta dell'URSS, la Sinodale ha conosciuto una nuova diffusione massiccia.
Eredità
La Bibbia Sinodale rappresenta uno dei monumenti più importanti della cultura cristiana russa, ponte tra la tradizione bizantino-slava e la fede del popolo russo contemporaneo, testimonianza vivente della perseveranza della Parola di Dio attraverso le tempeste della storia.