Bibbia Smith-Van Dyck (arabo)
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La Smith-Van Dyck (الكتاب المقدس فان دايك), pubblicata nel 1865, è la traduzione protestante più influente delle Scritture nella lingua araba. Il progetto fu avviato dal missionario americano Eli Smith a Beirut, negli anni Quaranta dell'Ottocento, e completato da Cornelius Van Dyck dopo la morte di Smith nel 1857. L'opera coinvolse studiosi arabi nativi e si avvalse della collaborazione di tipografi specializzati nella creazione di caratteri arabi adeguati alla stampa del testo sacro.
La filosofia traduttiva adottata combinò rigore testuale e sensibilità letteraria. Van Dyck e i suoi collaboratori, tra cui Butrus al-Bustani e Nasif al-Yaziji, lavorarono direttamente dal testo masoretico ebraico e dal Textus Receptus greco, ricercando un arabo classico elevato, fedele alla tradizione letteraria della lingua, ma comprensibile al lettore istruito. Il risultato fu un testo considerato modello di prosa araba colta, frequentemente citato per la sua qualità stilistica indipendentemente dal valore religioso.
Per oltre un secolo e mezzo, la Smith-Van Dyck è stata la Bibbia standard tra i cristiani protestanti arabi del Libano, della Siria, dell'Egitto, della Giordania, della Palestina e della diaspora. La sua influenza supera i confini confessionali: molti cristiani ortodossi e cattolici arabi la utilizzano. È stata strumentale all'alfabetizzazione cristiana del mondo arabo moderno e ha plasmato il vocabolario teologico in arabo usato fino ad oggi in inni, sermoni e letteratura devozionale.
La traduzione è di pubblico dominio in tutto il mondo per via della sua antichità. Rimane ampiamente stampata dalle società bibliche e disponibile in formato digitale senza alcuna restrizione d'uso, potendo essere liberamente riprodotta, distribuita e adattata.