Settanta

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La Settanta (in greco hē metáphrasis tōn Hebdomḗkonta, abbreviata come LXX) è la più antica e influente traduzione dell'Antico Testamento ebraico, realizzata in greco koinè tra il III e il I secolo a.C. ad Alessandria d'Egitto. L'edizione qui presentata include la celebre traduzione inglese realizzata da Sir Lancelot Charles Lee Brenton nel 1851, che ha reso la Settanta accessibile al pubblico anglofono.

L'origine della Settanta

Secondo la tradizione raccontata nella Lettera di Aristea (un documento del II secolo a.C.), il sovrano tolemaico Tolomeo II Filadelfo (285-247 a.C.) ordinò la traduzione della Torah ebraica in greco per la grande Biblioteca di Alessandria. Settantadue saggi ebrei, sei per ciascuna delle dodici tribù di Israele, furono inviati da Gerusalemme ad Alessandria e completarono miracolosamente la traduzione in settantadue giorni, producendo testi identici tra loro. Da qui il nome «Settanta» (arrotondamento di settantadue).

La realtà storica

La storia reale è più complessa. La traduzione iniziò probabilmente con il Pentateuco nel III secolo a.C., per rispondere alle esigenze religiose della numerosa comunità giudaica di Alessandria, ormai più familiare con il greco che con l'ebraico. Successivamente, nei secoli II e I a.C., furono tradotti gli altri libri biblici da diversi traduttori, con stili e qualità variabili. Furono inclusi anche libri scritti originariamente in greco (Sapienza, 2 Maccabei) o conservati solo in greco (Tobia, Giuditta, Siracide, Baruc, 1 Maccabei, parti di Daniele ed Ester), che la tradizione cristiana chiamerà «deuterocanonici» e quella protestante «apocrifi».

L'importanza per il Cristianesimo

La Settanta ebbe un'importanza fondamentale per il Cristianesimo nascente. Gli autori del Nuovo Testamento citarono l'Antico Testamento prevalentemente nella versione greca della Settanta, non nell'originale ebraico. Quando Paolo, gli evangelisti o l'autore della Lettera agli Ebrei citano passi profetici applicandoli a Cristo, lo fanno spesso secondo il testo della Settanta, che talvolta differisce dal testo masoretico ebraico. Per esempio, la celebre profezia di Isaia 7,14 sulla «vergine» che concepirà (greco parthenos) si trova nella Settanta, mentre l'ebraico ha almah («giovane donna»).

La Settanta nella Chiesa

Per i Padri della Chiesa, la Settanta era la Sacra Scrittura dell'Antico Testamento per eccellenza. Origene, Eusebio, Giovanni Crisostomo, Atanasio, Agostino e moltissimi altri commentarono la Bibbia greca, non quella ebraica. La Chiesa Ortodossa orientale ha mantenuto la Settanta come testo ufficiale dell'Antico Testamento fino ai nostri giorni. Anche la Chiesa Cattolica, pur adottando dopo Girolamo la Vulgata latina basata sull'ebraico, conservò il canone più ampio della Settanta, includendo i deuterocanonici.

La traduzione Brenton

Sir Lancelot Charles Lee Brenton (1807-1862) era un erudito anglicano inglese, baronetto di Norfolk, che dedicò anni di studio alla preparazione di una traduzione inglese della Settanta. La sua edizione, pubblicata nel 1851 con il titolo The Septuagint Version of the Old Testament, with an English Translation, presenta il testo greco e la traduzione inglese in colonne parallele, con introduzione e note. La traduzione di Brenton è fedele, letterale, in inglese classico ottocentesco, e si basa principalmente sul Codice Vaticano (B), uno dei grandi manoscritti uncia li del IV secolo.

Caratteristiche dell'edizione

L'edizione Brenton include tutti i libri della Settanta, compresi i deuterocanonici, presentati nell'ordine tradizionale greco (con i libri storici, sapienziali e profetici secondo lo schema greco, diverso dal canone ebraico). Le sue note sono brevi ma informative, e riguardano principalmente le differenze tra il testo greco e quello ebraico masoretico.

Eredità

La traduzione Brenton, essendo di pubblico dominio, è ancora oggi la versione inglese della Settanta più diffusa e accessibile. Pur essendo stata superata da edizioni accademiche più recenti (come la New English Translation of the Septuagint, NETS, del 2007), rimane preziosa per chi voglia accostarsi alla Bibbia greca dei primi cristiani con una traduzione affidabile e stilisticamente elegante. Per gli studiosi, i predicatori e i lettori interessati alle radici greche del cristianesimo, la Settanta nell'edizione Brenton è uno strumento insostituibile.