Giobbe 3:25-26
25quia timor quem timebam evenit mihi, et quod verebar accidit.a
26Nonne dissimulavi? nonne silui? nonne quievi? et venit super me indignatio.]
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25quia timor quem timebam evenit mihi, et quod verebar accidit.a
26Nonne dissimulavi? nonne silui? nonne quievi? et venit super me indignatio.]
Giobbe 3 segna una svolta drammatica nel libro: dopo sette giorni di silenzio, Giobbe rompe il silenzio con un lamento che non è una preghiera, ma una maledizione del giorno della sua nascita. Non maledice Dio, ma la propria esistenza. Il capitolo è un grido di dolore puro, senza
Vulgata Clementina (CLEM), 1592. Domínio público (Public Domain). Texto livre para reprodução, distribuição e uso em qualquer projeto.
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